L’ombra: una presenza inevitabile
L’ombra nasce insieme alla luce, ma raramente viene considerata sua pari. Ci segue senza fare rumore, non per nostra scelta, e proprio per questo spesso la ignoriamo. A volte sembra inseguirci, altre volte sparisce senza preavviso, altre volte è una presenza fisica. La sua esistenza dipende da ciò che la genera e indica una conseguenza, un effetto collaterale dell’esistere. È sempre lì quando la luce colpisce qualcosa, come fosse un’amante che, in silenzio, da una distanza ravvicinata, ama e ammira la sua generatrice.
Estratto di “Una di quelle sere”, una mia poesia
[…]
Accoglie la mia ombra il divano
con la mia paranoia,
sento nell’animo un niente di umano.
Governa in me una sensazione di noia,
e ballo in una bolla immaginaria
di parole e pensieri.
[…]
L’ombra come fenomeno fisico
Dal punto di vista fisico, l’ombra è l’assenza parziale o totale di luce. Si forma quando un corpo opaco si interpone tra una sorgente luminosa e una superficie. La sua forma cambia con l’angolazione della luce, con la distanza, con il movimento. Essa è una conseguenza inevitabile, non un difetto. Esiste perché la luce esiste. Si muove senza volontà, seguendo leggi che non sceglie. È la testimonianza silenziosa di una luce che non è riuscita a passare.
Luce e ombra come opposti complementari
Luce e ombra non sono nemiche, ma parti dello stesso fenomeno. La luce rende visibile, l’ombra rivela ciò che resta ai margini; la prima rappresenta la vita, l’altra la cupezza. Insieme costruiscono il mondo così come lo percepiamo. È nel loro attrito che nascono i volumi, i confini, le distanze. La realtà si regge su questo equilibrio instabile. Senza di essa, le forme sarebbero piatte, prive di profondità.
Il buio interiore, un segreto che nessuno conosce
Esiste anche un’ombra che non dipende dalla luce esterna. È quella che accompagna pensieri e ricordi. Può essere causata da un evento improvviso ma anche da una serie di avvenimenti che si accumulano, sedimentano come detriti e formano sassi pesanti. È una presenza che grava sullo stomaco, sulla mente, sul benessere personale e sulle relazioni. Essa va riconosciuta, non ignorata. Cambia forma con il tempo e con lo sguardo: forse proprio per questo non è una condanna, ma una presenza temporanea.
Estratto da “Poesie nella mia testa – Volume I“, un mio libro
Agisco nell’ombra
di un vento secco;
ricucio la mia memoria,
ormai sbiadita,
di noi.